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Serie D: la stanchezza impedisce ai ragazzi di fermare la corrazzata Gambolò

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San Pio X  -  Virtus Gambolò  78 - 87  (25-21, 41-35, 60-58)

San Pio X: Stigliano 11, Sebastio 7, Chiappa 14, Fusco, Torti, Ciccone 2, Nodari 14, Piccolo, Martini 20, Messina 10; all. Rossi, v.all. Catenaccio.

Falli: 28+1T; TL: 21/38

Virtus Gambolò: De Bernardi 2, Menarini 19, Rizzo 2, Oddone 14, Raugi 17, Garegnani 6, Lanza 9, Nai, Tunesi 14, Finazzi 4; all. Bertoglio, v.all. Andreossi.

Falli: 23+1B; TL: 25/36.

Nuova sconfitta e nuovo rammarico per i ragazzi di Roberto Rossi. Dopo una gara nella quale siamo stati praticamente sempre avanti nel punteggio per 35 minuti, il fiato corto e la mancanza di cambi di peso ci hanno obbligato alla resa contro la fortissima Gambolò. E' stata una bella partita ben giocata da entrambe le squadre che hanno giocato a "menare forte in faccia" (in senso metaforico) nella quale la difesa del San Pio è riuscita a tenere abbastanza bene per oltre tre quarti di gara. Le tensione che c'erano state nello scorso campionato sono state stemperate dal tempo e dall'avvento di numerosi ricambi tra le file della squadra pavese per cui quello che si temeva non è avvenuto: si è giocato a basket e nient'altro.

Primo quarto nel quale il San Pio difende con i denti e obbliga coach Bertoglio a tentare diversi cambi prima di quadrare una formazione che offensivamente faccia del male a Martini e C. La batteria di lunghi o semilunghi che l'ex allenatore di Turbigo ha a disposizione è tale, tuttavia, da permettergli di togliere Oddone e inserire un Raugi che non stanca mai di stupire il sottoscritto: un signore, grande e grosso, esperto e con una manina niente male. Di fatto il quarto finisce con i nostri a +4, con Gambolò a zero falli (noi abbiamo già Nodari e Martini a 2, Chiappa, Sebastio e Messina ad 1) e con 3 bombe a segno, una ciascuno, per Sebastio, Martini e Messina. I lunghi di Gambolò, vista l'efficacia della difesa di Chiappa e Nodari, si spostano un paio di metri fuori e riescono, comunque, a farci del male.

Nel secondo tempo Gambolò accenna una zona che, essendoci allenati di recente con Sant'Ambrogio, Turbigo e Magenta, non abbiamo difficoltà ad attaccare (o almeno, attacchiamo molto meglio che in passato). Lo score dei blu di Bertoglio comincia a vedersi assegnare dei falli e dei 16 punti che segniamo nel quarto, ben 12 vengono dalla lunetta. I giovani (sia gli ex under Torti e Fusco, che gli under effettivi, Piccolo e Ciccone) si danno molto da fare in difesa ma non producono più di tanto in attacco. Di fatto, comunque, si va al riposo lungo con il San Pio avanti di 6 punti e con buone cose in carniere.

La musica non cambia nel terzo quarto, anche se comincia a vedersi un po' di contestazione agli arbitri che ondeggiano tra buoni fischi e chiamate non condivise dalle due panchine e dai 10 giocatori in campo. Gambolò comincia a far pesare la lunghezza e la qualità della sua panchina e si rifà sotto. I ragazzi di Rossi, tuttavia, ogni volta che gli avversari si avvicinano (fino a pareggiare un paio di volte) riescono a trovare lo spunto per riportarsi avanti. Di fatto, tuttavia, il vantaggio massimo che il San Pio raggiunge non supera mai i 5 punti e proprio quando ci si potrebbe portare più avanti (cercando di dare il classico morso alla gola dell'avversario) si verificano un paio di perse che definire sanguinose, alla luce del risultato finale, è riduttivo. Fatto sta che Gambolò vince il parziale e si avvicina per iniziare il quarto finale con appena due punti di svantaggio.

Gli ultimi dieci minuti vedono un muovo tentativo di allungo dei ragazzi in bianco verde che, di nuovo una palla persa, viene vanificato verso la metà del tempo. In un amen si passa da +5 a -1. Purtoppo non c'è più molta benzina nei serbatoi e, uscito Chiappa per falli, con Nodari stremato, il dominio di Gambolò sotto i tabelloni si fa assoluto. Nulla possono i nostri "piccoli" che, anche qui la mancanza di fiato gioca il suo ruolo, mostrano le polveri bagnate di sudore e non riescono più a centrare il bersaglio. Finisce con Gambolò che controlla la partita segnando tutti i liberi che la tattica del fallo sistematico chiamato da Rossi gli concede e Martini che, almeno, si toglie la soddisfazione di mettersi a referto come best scorer della partita (20 punti).

Peccato! Sapevamo che ce la saremmo giocata ed abbiamo tenuto fede all'impegno. La sconfitta nasce dalla mancanza di costanza negli allenamenti e, va ricordato, anche dalla mancanza di un elemento che sotto i tabelloni si sa far valere come Magnani. Ora le due palestre dovrebbero essere tornate a posto (fatto salvo il fatto che al Savonarola è ridicolo non avere a disposizione uno spogliatoio per la squadra ospite almeno 1 ora prima della partita e che le attrezzature dell'impianto di via Da Procida mostrano clamorosamente i segni del tempo e della mancanza di manutenzione) e non ci sono più scuse: si deve lavorare duro e senza pause da qui alla fine del campionato. Ora non serve più pensare a quello che avrebbe potuto essere e non è stato, a chi avrebbe potuto venire e non è venuto o a come avrebbe potuto essere e non e stato se l'arbitro o il tavolo avessero "fatto diversamente". Ora bisogna rimboccarsi le maniche e pensare che la stagione è ancora lunga, che abbiamo incontrato praticamente tutte le squadre di testa e ci restano 6 gare "abbordabili" per finire dignitosamente il girone d'adata. Se da qui a gennaio la classifica sarà cambiata sapremo per quale obiettivo batterci: la slavezza (che attualmente è il verdetto della classifica) o qualcosa di più confortevole.

Qualcosa di più confortevole è certamente l'obiettivo dichiarato dei ragazzi guidati con sapienza da coach Bertoglio: un gruppo all'interno del quale i "vecchi" fanno la differenza per l'esperienza e la classe ed i giovani sono di qualità e concretezza superiori alla loro età.

Le solite due parole sull'arbitraggio: è stato contestato in campo da entrambe le squadre (un tecnico per ciascuna) e forse ha avuto il difetto di non permettere ai ragazzi in campo di capire (e conseguentemente, adeguarsi) il metro di giudizio. Devo dire, però, che ho visto di molto peggio (e neanche troppo tempo fa).

Tribune del Savonarola affollate di tifosi, molti dei quali giovanissimi e rumorosissimi allievi delle nostre scuole basket: è bello sapere che dietro c'è qualcosa che si muove e che lo fa, rumorosamente ed affettuosamente, per il San Pio X.

23.11.07

spa

 

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